Associazione di quartiere · Roma, Pinciano–Parioli
Contro l'omologazione minimalista,
per il ripristino dell'identità umbertina e del decoro storico.
Per un quartiere che non venga strangolato dalla mobilità
e privato del diritto alla sosta delle auto.
L'Associazione «Proteggiamo Piazza Verdi» nasce dalla volontà dei cittadini del quartiere Pinciano-Parioli di partecipare attivamente al futuro del loro spazio pubblico più rappresentativo.
Il progetto di riqualificazione di Piazza Verdi — legato all'insediamento delle nuove sedi di CDP ed ENEL nell'ex Poligrafico — rappresenta un'opportunità storica. Ma anche un rischio: che Roma rinunci ancora una volta alla propria anima, accontentandosi di un'estetica minimalista e serializzata, indegna di una Capitale europea.
Ci rivolgiamo all'Amministrazione capitolina, al Municipio e a tutti i soggetti coinvolti con una richiesta chiara e motivata: Roma merita una piazza all'altezza del suo patrimonio storico.
Lo scalone interno del Palazzo — marmi, stucchi, balaustre neoclassiche. Un patrimonio che merita rispetto anche all'esterno.
A firma dei Consiglieri Fermariello, Zannola e Stampete. Il nostro Presidente ha collaborato alla redazione del documento finale.
📄 Scarica la Mozione n. 110/2024Un palazzo storico del 1914, un discutibile accordo di programma, 5.000 tra lavoratori e personale di servizio e un quartiere lasciato solo.
Il Sindaco di Roma sottoscrive con il Ministero dell'Economia un Protocollo d'Intesa per la valorizzazione dell'ex Poligrafico dello Stato, edificio di architettura tardo-barocca e liberty del 1914. Inizia una storia lunga vent'anni di promesse disattese.
La Soprintendenza Regionale per i Beni e le Attività Culturali del Lazio dichiara l'immobile di «particolare importanza storico-artistica» ai sensi del D.Lgs. 42/2004 (Codice dei beni culturali). Un vincolo che avrebbe dovuto proteggere il palazzo da ogni stravolgimento.
L'Agenzia del Demanio vende l'immobile a Fintecna SpA per 160 milioni di euro, di cui il 15% destinato al Comune di Roma. Il palazzo — patrimonio di tutti — passa in mani private.
Veltroni, Marrazzo e l'Agenzia del Demanio firmano un Accordo di Programma ratificato dal Consiglio Comunale (delibera n. 63). Prevede hotel, residenze, attività commerciali e uffici. Prevede anche parcheggi interrati sotto la piazza. Non verrà rispettato.
CDP diventa proprietaria dell'immobile. Nel 2012 ottiene il primo permesso di costruire. Chiede due proroghe (2013 e 2017). Poi richiede una variante che cambia radicalmente la destinazione d'uso: non più hotel, residenze e commercio — solo uffici privati.
CDP annuncia la firma di un contratto di affitto ventiquattrennale con ENEL per 30.000 mq. L'intero complesso sviluppa 70.000 mq su 7 piani. Gli altri 40.000 mq? Nessuna indicazione. L'investimento previsto: 120 milioni di euro.
Il Comune rilascia il Permesso di costruire n. 36. L'accordo di programma originario prevedeva maggiori superfici, ma tutte interne al volume storico dell'edificio. Il nuovo permesso introduce invece modifiche alle altezze e alla sagoma del fabbricato. Su questi aspetti l'Associazione ha sollevato domande — ancora in attesa di risposte chiare — sulla compatibilità dell'intervento rispetto all'accordo di programma sottoscritto nel 2004. I residenti non vengono mai consultati in tutto questo lungo iter procedurale.
A marzo 2021 la mobilitazione cittadina si intensifica. Il 21 marzo il Corriere della Sera racconta la raccolta firme per bloccare i lavori. Il 27 marzo il Comitato Piazza Verdi risponde alle dichiarazioni dell'Assessore Montuori: i cittadini sono stati ignorati.
21 marzo: Raccolta firme → 27 marzo: Cittadini mai ascoltati →Il 16 aprile 2021 viene fondata l'Associazione «Proteggiamo Piazza Verdi». Il Fatto Quotidiano rivela che ENEL porterà 4.000 dipendenti con soli 300 posti auto previsti. CDP trasforma il restauro in una sopraelevazione di vetro e acciaio. Italia Nostra denuncia lo "snaturamento". L'urbanista Paolo Berdini parla di "devastazione di un bene di tutti".
Il Fatto Quotidiano →Il Corriere della Sera dedica ampio spazio alla protesta dei residenti. Le gru cominciano a lavorare sul tetto del palazzo storico. Il quartiere assiste impotente.
Corriere della Sera →L'Assemblea Capitolina approva la Mozione n. 110/2024, a firma dei Consiglieri Carla Fermariello, Zannola e Stampete, che impegna il Sindaco e la Giunta sulla realizzazione del parcheggio interrato in Piazza Verdi. Il nostro Presidente ha collaborato alla redazione del documento finale.
Scarica la Mozione →Il Corriere della Sera torna sulla vicenda: la maxi veranda in vetro sul tetto è completata. Anni di polvere, rumore, strade bloccate — e ancora nessun piano viabilità, nessuna compensazione per i residenti.
Corriere della Sera →L'Assessore alla Mobilità Patanè e la Presidente del II Municipio Del Bello convocano incontri pubblici sulla riqualificazione di Piazza Verdi:
Centinaia di residenti partecipano. La battaglia continua. Invitiamo tutti i romani a seguire le vicende di una piazza che non è solo un fatto di quartiere: per dimensioni, bellezza e posizione strategica nel cuore della città, Piazza Verdi è un punto focale per Roma intera — uno snodo del traffico, un patrimonio collettivo, una questione che riguarda tutti.
Corriere della Sera → 7colli →Quello che CDP ha fatto a un palazzo dichiarato di «particolare importanza storico-artistica».
La seduta ufficiale del Comune di Roma in cui l'Associazione ha partecipato e portato le proprie istanze sull'ex Poligrafico. Durata: 2h 14min.
🎥 Guarda la seduta della Commissione Urbanistica →Il book del progetto di riqualificazione realizzato dalla Società di Progetto Parcheggio Piazza Verdi srl (DICOS Lavori srl e VF Parking srl) è stato presentato alle assemblee pubbliche. Gli stessi proponenti hanno precisato che si tratta di una bozza preliminare, non del progetto definitivo. Lo mettiamo a disposizione di tutti — perché i cittadini possano valutarlo e contribuire al dibattito.
Il book presentato alle assemblee pubbliche dalla Società di Progetto. Gli stessi proponenti lo hanno definito una bozza preliminare, non il progetto definitivo.
Apri il PDF della bozza
Gli arredi urbani proposti — ringhiere, panchine, cestini — sono di tipo industriale standard, privi di qualsiasi riferimento allo stile umbertino del quartiere.
L'ingresso pedonale al parcheggio appare nei rendering come una struttura rotonda antiestetica, completamente fuori contesto con l'architettura circostante.
Le alberature previste sono poche e la profondità di terra sopra la soletta del parcheggio è probabilmente insufficiente per sostenere alberi adulti di pregio.
Se fosse ritenuto necessario inserire una installazione, vorremmo fosse dedicata a Giuseppe Verdi. Una piazza intitolata al grande compositore merita ben altro che una targa.
Il progetto propone uno stile contemporaneo generico, uguale a quello di mille piazze italiane. Nulla che parli dell'identità di questo quartiere, di Roma, del suo patrimonio.
Nessuna indicazione sulla temperatura di colore dei lampioni. Il rischio è la solita luce fredda LED che distrugge l'atmosfera notturna di un luogo storico.
Questi sono i rendering presentati alle assemblee pubbliche. Ricordate: i proponenti stessi li hanno definiti una bozza. Ma la direzione è chiara — e preoccupante.
Fontanelle a spruzzo a file, scultura rossa astratta al posto di un monumento a Verdi. Pavimentazione anonima. Questo è il "progetto" per una piazza di Roma.
Una voragine circolare con pensilina in vetro e acciaio nel cuore della piazza. Funzionale forse — ma senza alcun rispetto per il contesto storico che la circonda.
Pensiline in vetro, cestini industriali, panchine-blocco in cemento. Lo stesso arredo che trovereste in qualsiasi periferia europea. Non in una piazza umbertina di Roma.
Guardate i dettagli: le ringhiere, i corrimano, la pensilina. Materiali industriali, freddi, seriali. Niente ferro battuto, niente pietra, niente decoro. Solo funzione.
La scultura rossa torna, stavolta in fondo al viale. Un'opera astratta calata dall'alto, senza radici nel quartiere. Lontana anni luce dall'anima di questa piazza.
Un grande anello in cemento con scale mobili domina il centro della piazza. Funzionale, certo. Ma questo è il cuore di una piazza umbertina di Roma — non l'ingresso di una metropolitana.
File di fontanelle a spruzzo come in un parco acquatico. La scultura rossa astratta. Panchine-blocco bianche. Tutto questo al posto di una piazza con storia e identità.
Una scatola di vetro e acciaio con pensilina industriale direttamente davanti alla facciata neoclassica del palazzo. Il contrasto è stridente — e non è un caso.
Non siamo contrari al cambiamento. Siamo contrari alla mediocrità. Queste immagini mostrano la piazza che vogliamo: degna di Roma, degna del suo nome, degna del quartiere che la abita.
La piazza che vogliamo — lampioni umbertini a luce calda, eventuale statua di Giuseppe Verdi, fontana storica, verde monumentale, sampietrini o pavimentazione in materiale pregiato e duraturo con motivi decorativi
📌 Una precisazione doverosa. Le immagini che vedete non sono progetti architettonici né rendering professionali. Siamo cittadini, non architetti. Queste elaborazioni — generate con strumenti di intelligenza artificiale di base — vogliono semplicemente restituire un'atmosfera, un sapore, una direzione estetica. Ci dicono: potrebbe assomigliare a questo. Nulla di più. Il progetto vero lo faranno i professionisti — ma vogliamo che lo facciano sapendo cosa ci aspettiamo.
La nostra diffidenza verso i rendering nasce da un'esperienza diretta.
Quelli presentati per la sopraelevazione dell'ex Poligrafico mostravano una gradevole terrazza-dehors. In realtà nascondevano che i piani aggiuntivi erano tre, non due come vorrebbero far credere. Un plastico mostrava addirittura quattro piani aggiuntivi. Quella struttura oggi incombe da ogni angolo della città. Questa è la ragione per cui guardiamo con occhio critico anche il progetto attuale di Piazza Verdi.
I rendering ufficiali 2011 (Protocollo n. 17671): la sopraelevazione sembrava discreta, quasi invisibile. Guardate come è andata a finire.
Gaetano Piepoli, 2 maggio 2021: «Altro rendering ingannevole. Sembra che i piani della sopraelevazione siano due. Invece la bella terrazza [...] non è altro che il solaio di copertura del primo piano della sopraelevazione. In definitiva i nuovi piani sono tre e non due come vorrebbero far credere.»
La storia si ripete. Questo quartiere ha già visto abbattere capolavori architettonici per fare spazio a edifici anonimi e fuori contesto. Non possiamo permettere che accada ancora.
Nel 1929, Re Vittorio Emanuele III e la Regina inaugurarono nel quartiere la Casa dell'Automobile: un edificio di straordinaria bellezza architettonica, documentato dal cinegiornale Luce dell'Archivio Cinecittà.
Quel gioiello fu abbattuto. Al suo posto fu costruito l'attuale palazzo della CONSOB — anonimo, fuori scala, un ecomostro che nulla ha a che vedere con il contesto storico del quartiere.
E allora sorge spontanea una domanda: perché non abbattere proprio il palazzo CONSOB per costruirci il parcheggio? I lavoratori della CONSOB avrebbero potuto tranquillamente trasferirsi nel nuovo, immenso palazzo dell'ex Poligrafico. Si sarebbe eliminato un ecomostro, recuperata un'area degradata, e risparmiata Piazza Verdi da scavi e cantieri.
Invece no. Si preferisce scavare sotto la piazza storica, sacrificando il verde e il decoro urbano. Questo quartiere ha già subito troppo.
«Chi non conosce la propria storia è condannato a ripeterla.»
— George Santayana
Le nuove sedi di CDP ed ENEL, insieme a Consob, Ambasciate e uffici strategici, genereranno una pressione antropica senza precedenti sul quartiere. Chiediamo il passaggio da una gestione emergenziale della viabilità a una pianificazione organica.
Due documenti fondamentali per il futuro di Piazza Verdi.
9 punti per la riqualificazione architettonica di Piazza Verdi nel rispetto dell'identità umbertina.
Leggi la carta →9 punti per una rigenerazione urbana e una mobilità sostenibile del quadrante.
Leggi la carta →Obiettivo minimo irrinunciabile: almeno 1 posto auto per ciascuna delle 1.277 unità abitative del quartiere.
* Siamo stati messi in una situazione fuori da ogni normalità, in uno scenario completamente fuori scala: oltre 5.000 persone concentrate in un unico edificio, in un'area già congestionata da CONSOB, uffici e ambasciate. È come trasferire in un solo palazzo l'intera popolazione di Pitigliano — o peggio di Otranto considerando l'indotto — ignorando ogni principio di decentramento. In origine, il Poligrafico ospitava circa 800 persone per turno: servono soluzioni straordinarie.
Sei residente nel quartiere Pinciano-Parioli? Sei un cittadino romano che si riconosce nel nostro programma? Sostieni la nostra battaglia per una Piazza Verdi degna di Roma? Aderisci all'Associazione.
Puoi scaricare la scheda di adesione, compilarla e inviarla via email o consegnarla di persona.
📄 Scarica la scheda di adesioneData:
| Nome: ___________________________ | Cognome: ___________________________ |
| Indirizzo: ________________________________________________________ | |
| Codice Fiscale: ___________________________ | Data di nascita: ___________________________ |
| Email: ___________________________ | Telefono: ___________________________ |
Il/La sottoscritto/a dichiara di aderire all'Associazione Proteggiamo Piazza Verdi e di accettarne lo Statuto.
Inviare a: proteggiamopiazzaverdi@gmail.com oppure consegnare di persona.
Per qualsiasi informazione:
proteggiamopiazzaverdi@gmail.com15 punti per salvaguardare l'identità storica e architettonica di Piazza Verdi e del quartiere.
Leggi i punti →12 punti per una mobilità sostenibile e una rigenerazione urbana intelligente del quadrante.
Leggi i punti →Sei un residente del quartiere Pinciano-Parioli? Sei un cittadino romano che si riconosce nel nostro programma? Vuoi sostenere la nostra causa o ricevere aggiornamenti sul progetto di riqualificazione?
Piazza Verdi, Roma
Quartiere Pinciano–Parioli
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Video, interviste e novità sulla nostra battaglia per Piazza Verdi.
Un estratto della trasmissione Roma di Sera su Radio Roma: il conduttore Andrea Bozzi approfondisce la questione di Piazza Verdi con il Prof. Dario Esposito, delegato e coordinatore delle proposte tra i comitati, i cittadini e l'Amministrazione, e Ilaria Prili dell'Associazione Proteggiamo Piazza Verdi.
📺 Guarda la diretta →Il servizio del TG di Radio Roma Canale 14 dedicato alla questione di Piazza Verdi e alle proteste dei cittadini.
📺 Guarda il TG →Prossimi aggiornamenti in arrivo...
Guarda i video delle assemblee con l'Assessore Patanè e la Presidente Del Bello